Tra i migliori sassofonisti jazz c’è un italiano che suona il piano

Alfonso Deidda appartiene alla schiera dei musicisti di jazz conosciuti in tutta Italia. La sua passione per la musica lo ha condotto a suonare molteplici strumenti musicali.

Dal suo prediletto sassofono al pianoforte, dalle percussioni al flauto. Insomma, un vero e proprio polistrumentista che ha calcato numerosi palchi. Tra questi c’è anche quello del Giffoni Jazz Festival che ha ospitato il sassofonista salernitano come Special Guest del Pierpaolo Bisogno Quartet.

Deidda Alfonso

Giffoni Jazz Festival: la prima edizione 2019

Nella prima edizione del Giffoni Jazz Festival sono stati tanti i musicisti che hanno calcato il palco della manifestazione a firma DeArt Progetti. 34 il numero totale di artisti che ci hanno regalato emozioni vivissime e che hanno animato l’intero Borgo Medievale di Terravecchia.

L’organizzazione sta lavorando per realizzare la seconda edizione del Festival e già si inizia a sentire qualche nome. La provincia di Salerno pullula di grandi musicisti di jazz, molti dei quali hanno già preso parte all’anno zero del Giffoni Jazz Festival. Tra i migliori sassofonisti jazz troviamo Alfonso Deidda, ospite del progetto di Pierpaolo Bisogno.

Un’ospitata che abbiamo incontrato anche nella registrazione dell’album “Love Secret” di cui è autore il padre del quartetto. Una bellissima commistione di sonorità che caratterizzano lo stile del vibrafonista e che si incontrano con il timbro del sassofonista salernitano. Alfonso Deidda, fondatore dei Cuban Stories, riesce sempre ad avvolgerci nel suo caldo abbraccio.

Ecco di cosa abbiamo parlato durante il primo giorno del festival, insieme a Valeria Saggese di Radio Castelluccio RCS75 che l’ha intervistato.

Alfonso Deidda al Giffoni Jazz Festival

Salernitano doc ma residente in Nord Est Italia, Alfonso Deidda è un polistrumentista. Questa sera è special guest nel progetto di Pierpaolo Bisogno Quartet. Insomma, i Deidda ci sorprendono sempre. Tu che sei polistrumentista, come ci si approccia alla musica in generale, perché a questo punto non si tratta più di strumento ma, appunto, di musica.

Beh, credo che la passione sia la molla più forte che possa esistere. Per cui quando ti piace la musica qualunque strumento diventa un mezzo.

Tantissime collaborazioni nazionali e internazionali. Una che ti è rimasta più nel cuore oppure una che vorresti fare e che non hai ancora fatto.

Di fare e che non ho ancora fatto ce ne sono diverse. A parte con Gege Telesforo e con i miei fratelli, con cui ho sempre un legame molto forte. Devo dire che quella che mi è rimasta molto nel cuore è stata con Tom Harrell con la Salerno Jazz Orchestra, quella è stata un’esperienza che davvero conservo con grandissima emozione.

Valeria Saggese intervista il sassofonista