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Borgo di Terravecchia

Il Borgo

Un lungo oblio oscurò Terravecchia dalla caduta dell’Impero Romano fino al VI secolo quando i Longobardi si insediarono in questa regione e la collina, da avamposto romano, divenne un piccolissimo insediamento urbano.

Il Giffoni Jazz Festival si terrà a Terravecchia, un Borgo risalente all’anno Mille caratterizzato da edifici che trasudano storicità e una bellezza antica. 

Appena arrivati al Borgo Medievale di Terravecchia troviamo Piazza San Leone, dove si trovano la fontana e l’omonima chiesa, risalente al 1600/1700. Addentrandoci nel Borgo scopriamo una serie di viuzze emolteplici muri a secco. Si tratta di pareti realizzate con pietre grezze, che per tutto questo tempo hanno resistito alle intemperie e al lento deterioramento. 

Tutto intorno al centro del Borgo si sviluppano le case e le strutture.

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Le strutture

Il Borgo Medievale di Terravecchia è un susseguirsi di case e vicoletti tutti incorniciati da un possente sistema difensivo. Sono tanti gli edifici ristrutturati durante il corso dei secoli e, in particolare, negli ultimi anni grazie ai fondi dell’Unione Europea. 

Quello intitolato a Federico II è il più grande. Occupa quasi 1100 mq e si struttura in quattro livelli, il che rende l’edificio ideale per congressi, incontri, masterclass, seminari e altri eventi. 

Poco più in là troviamo, poi, la Chiesa di S. Egidio. Crollata nel 1959 e, poi, ristrutturata, la chiesa sconsacrata si presta alle iniziative del Borgo, grazie anche alla piazzetta antistante. Nell’abside si staglia un affresco meraviglioso e impattante, che non risente mai delle strutture tecnologiche mimetizzate in questo contesto antico. 

Gli altri edifici coinvolti durante il Giffoni Jazz Festival sono il Trappito, un luogo suggestivo che ricorda ancora le sue origini agricole, l’Ostello della Gioventù (in foto). E ancora, Palazzo D’Avalos, Palazzo Normanno, la Casa Angioina e tante altre.

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Gli alloggi

In questo splendido contesto si susseguono le case, piccole fortezze autonome dotate di tutti i servizi. 

Nell’antichità questi edifici erano inseriti in un agglomerato urbano con al piano terra le cantine, i forni, le stalle e le cisterne. Tale pratica risaliva ai tempi in cui i Saraceni si spingevano dalle coste all’entroterra saccheggiando tutto quanto trovavano lungo il loro cammino.

Ecco perché tutti gli edifici che si trovano lungo la costa nord del Mediterraneo presentano la medesima struttura architettonica. Anche le casette del Borgo, quindi, rispecchiano quello stile e riportano a galla storie di altre epoche e altre vite. 

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