Presenta il suo primo album “Happy” al Festival di Giffoni

Il primo giorno del Festival Jazz di Giffoni si apre con un concerto di tutto rispetto. È la presentazione dell’album “Happy” del compositore italiano Bruno Salicone. I suoi brani risuonano in tutte le case degli appassionati di jazz contemporaneo in Italia. Sì, perché la penna e le sonorità del trio sono una chiara manifestazione del talento salernitano.

Ed è una vera e propria scuola quella salernitana che ha raggiunto la sua terza generazione. Infatti, con il pianista e compositore italiano Salicone ne abbiamo un esempio lampante. Ad accompagnarlo sono altri due figli del Conservatorio di Salerno. Alla batteria c’è Rocco Sagaria, al contrabbasso Francesco Galatro, già contrabbassista del Pierpaolo Bisogno Quartet.

Talenti emergenti, ma conosciuti nel circuito musicale di tutto il territorio, grazie alla loro proficua attività musicale. Sono i degni eredi della Scuola Salernitana di Jazz che vede tra le sue file musicisti del calibro dei Deidda, per fare un esempio. Generazioni di jazzisti che da Salerno e dintorni sono giunti al Borgo Medievale di Terravecchia e tutti hanno suonato sullo stesso palco. Quello del Giffoni Jazz Festival.

Ma torniamo al compositore italiano Salicone e alla sua opera.

Happy, l’opera del compositore italiano

Happy è l’opera discografica di un compositore italiano contemporaneo molto particolare. Il suo linguaggio jazzistico abbraccia le atmosfere attuali, senza però dimenticare chi c’è stato in passato. Ed è per questo che i più appassionati del genere amano Happy.

L’album è stato pubblicato nel 2019 negli studi di A.MA Records. Insieme al pianista suonano i già citati Galatro e Sagaria, a cui si aggiungono altre due guest. Alla voce e alla loop station Giusi Mitrano, al sax il M° Vincenzo Saetta.

Otto sono le tracce di Happy, un elogio alla felicità che prende piede con la prima track che dà il nome all’album. Segue Speak up e un incredibile scambio di personalità eclettiche che è il brano Dialogue with Trane.

La track list è degna di nota nella sua interezza, così come è stata pensata e progettata dal compositore italiano Salicone. Ma ce n’è una che lascia senza fiato. Un brano che seduce per la sua semplicità. È Bye Bye, con la quale il pianista chiude il sipario.

Intervista a Bruno Salicone dai microfoni di Radio Castelluccio

Anche questa volta è Valeria Saggese a intervistare il compositore italiano. Immaginiamo la scena: Borgo Medievale di Terravecchia. Siamo nell’area comunicazione, dove lo staff di Radio Castelluccio è intento a intervistare i musicisti che hanno aperto il festival di Giffoni.

Giffoni Jazz Festival, la prima band che si è esibita è stata appunto il Bruno Salicone Trio con special guest Gerardo Palumbo. Bruno, allora qual è l’atmosfera?

È una bellissima atmosfera. Io sono onorato di aprire questo festival fatto di tanti concerti, tutti meravigliosi. Stasera ho presentato il mio album, Happy, insieme ai miei compagni di viaggio Rocco Sagaria e Francesco Galatro. E poi ci sono Giusi Mitrano alla voce e Gerardo Palumbo alle percussioni, due ospiti speciali.

Ecco, magari proprio Gerardo ci può dire di più sul tuo nuovo disco.

Tocca a me? Beh, Bruno è un amico fraterno: sono più di dieci anni che suoniamo insieme. E la cosa bella della sua musica è che ha sempre qualcosa di inaspettato. È un viaggio attraverso dei mondi fantastici, dove vieni attraversato da sensazioni bellissime. Io sono felicissimo di aver suonato insieme al trio di Bruno. Che bella apertura!

Sì, questa è un’apertura davvero fantastica. Noi che vi abbiamo ascoltato abbiamo percepito una musica in evoluzione, con tanta sperimentazione e improvvisazione. Una sorta di viaggio, un crossover.

Sicuramente! Io vorrei raccontare la mia esperienza in musica. Questo è il mio obiettivo. Viva la musica!

Ecco: viva la musica! Noi ringraziamo Bruno Salicone e Gerardo Palumbo e ci diamo appuntamento alla prossima intervista.

GJF2019 - Day 1