Giovanni Amato e Andrea Santaniello sono alcuni tra i musicisti della seconda serata del Festival Jazz di Giffoni. Sono gli ospiti del progetto Hammond Groovers, il gruppo costituito da Antonio Caps all’hammond, Daniele Cordisco alla chitarra ed Elio Coppola alla batteria.

In questo articolo riportiamo la seconda parte dell’intervista agli Hammond Groovers. Questa volta a prendere il microfono è Valeria Saggese che è in compagnia di due grandissimi musicisti: Giovanni Amato e Andrea Santaniello, ospiti al Giffoni Jazz Festival. In questa seconda puntata che vede tantissima musica jazz e quattro concerti che si succederanno fino a tarda notte vogliamo raccontarvi quanto detto dalle due guest.

Ma prima, due parole sul trombettista Giovanni Amato.

Giovanni Amato: una lunga carriera al servizio della musica

Non solo musica Jazz per il trombettista Giovanni Amato che, nel corso della sua carriera ha girato il mondo. Da Umbria Jazz a Nick La Rocca European Jazz Festival. Dagli Stati Uniti alla Romania, fino ad arrivare alla Corea.

Le partecipazioni ai festival Jazz sono tante e tutte riflettono la grande capacità interpretativa del musicista salernitano. Ma la sua imponenza non si ferma qui. Infatti, prende parte alle orchestre Rai e Mediaset, comparendo in diverse trasmissioni televisive.

Dal Jazz alla musica leggera e viceversa. Amato è un artista a tutto tondo che ha collaborato con molti artisti. Per la scena jazzistica ricordiamo Danilo Perez, Dee Dee Bridgewater, Tom Harrell, Peter Eskine, Antonio Faraò, Francesco Cafiso. Solo per fare alcuni esempi.

Per quanto riguarda, invece, la musica leggera, contiamo diverse collaborazioni interessanti. Ad esempio, quella con Maria Rei, Fred Bongusto, Gegé Telesforo, Gino Paoli, Mario Biondi e tanti altri.

Insomma, Amato è davvero notevole e lo ha sempre dimostrato fuori e dentro il panorama jazzistico italiano. Ma vediamo cosa ha raccontato durante l’intervista di Valeria Saggese insieme ad Andrea Santaniello.

Intervista a Amato e Santaniello

Valeria: Giovanni, il jazz si improvvisa. Improvvisiamo anche questa intervista. A te piace cucinare, oltre a essere un grande trombettista. Che feeling c’è tra la cucina e la musica?

G: Ah, c’è un’affinità incredibile. Non posso fare a meno di ascoltare jazz mentre cucino uno spaghetto aglio e vongole, per esempio.

V: La tromba è uno strumento che fa venir fuori la voce, l’anima. Forse lo strumento più vicino all’anima di un musicista, perché bisogna soffiare. È così?

G: Direi di sì. La tromba è l’anima, sicuramente.

V: Che cosa si prova a essere “Giovanni Amato”?

G: [ride] giro un po’ la cosa. Per me questa serata è stupenda perché io abito qui vicino. Se giri la telecamera puoi inquadrare la mia casa e io sono qui, in questo splendido luogo che è vicino a me.

Andrea Santaniello: Io vorrei aggiungere la mia sulla formazione Hammond Groovers. Il progetto nasce anche grazie alla nostra amicizia che ci lega da tempo con Elio, Antonio e Daniele. E stasera ho l’onore e il piacere di suonare con Giovanni, che è il mio maestro. Ho iniziato i miei primi studi del jazz con lui e rimarrà sempre il mio punto di riferimento. Quindi, sono particolarmente emozionato stasera.

Valeria: Grazie Giovanni Amato, Grazie Andrea Santaniello. Non vi resta che venire qui al Giffoni Jazz Festival. Alla prossima!

GJF2019 - Day 2