Al Giffoni Jazz Festival 2019 il primo progetto porta il nome Gulielmi, Deidda, Vigorito.

I grandi del jazz salernitano hanno tagliato il nastro durante la prima edizione del Giffoni Jazz Festival. La manifestazione culturale di matirice jazzistica ha visto numerosi musicisti e partecipanti, che hanno respirato l’aria del Borgo Medievale di Terravecchia.

A fare da supporter è stato lo staff di Radio Castelluccio, che ha seguito gli eventi durante la tre giorni. In particolare, Valeria Saggese di Radio Castelluccio RCS75 che è stata in grado di raccontare egregiamente questa esperienza entusiasmante tra i vicoli di un Borgo meraviglioso.

Vogliamo cominciare?

Giffoni Jazz Festival prima edizione al Borgo Mediavale di Terravecchia

Al Giffoni Jazz Festival ci sono tantissimi artisti, molti jazzisti della scuola salernitana di jazz. Siamo al principio, il primo giorno di musica dal vivo. La scena principale è sul palco antistante la Chiesa S. Egidio, su cui si esibirà anche l’artista internazionale. Stiamo parlando di Richard Bona.

Ma torniamo al Trio, i grandi del jazz salernitano. Andiamo indietro nel tempo e assaporiamo un po’ di quei giorni. Torniamo a venerdì, 13 settembre 2019.

Eccoci qui dal Giffoni Jazz Festival. Accanto a noi tre maestri della scuola jazzistica salernitana, e non solo, perché sono conosciuti in tutto il mondo. I maestri Aldo Vigorito, Guglielmo Guglielmi e Sandro Deidda. Dei pilastri veri e propri della musica jazz salernitana.

Ci saranno tanti concerti, tra cui anche anche questo progetto che va avanti da 12 anni: il Trio Di Salerno.

Partiamo da Aldo Vigorito, contrabbassista Jazz

Buonasera a tutti. Sì, siamo qui riuniti in questa bellissima location voluta fortemente da Anna Maria Fortuna, alla quale dobbiamo tutti un ringraziamento per aver scovato questa meraviglia.

Un Borgo spettacolare, che personalmente già conoscevo, ma che non avevo mai visto sotto questa luce. Il palco così ben allestito, i numerosi stand gastronomici e quelli espositivi e le tante persone che sono tutte accorse a partecipare.

Fantastico! Ma soprattutto la musica: i tre gruppi che comporranno la serata. Siamo tra amici, ci conosciamo tutti e sarà una serata bellissima.

Passiamo la parola al maestro Guglielmo Guglielmi. Parlaci di Tre

Tre, è il terzo disco una serie di nuove esperienze. Sono nati dei pezzi nuovi, dei pezzi che amavamo da ragazzi e così anche questa collaborazione che dura già da 12 anni. Come giustamente si diceva prima.

Tre è il nome dell’album che abbiamo pubblicato nel 2016, per la Itinera. Abbiamo registrato nove tracce, di cui tre portano la mia firma, tre quella di Sandro e una di Aldo.

Ad impreziosire ulteriormente l’album sono tre brani molto differenti tra di loro. Rain di Sakamoto, Carinhoso, uno standard brasiliano e Amore che vieni amore che vai, di De André.

Sandro Deidda, maestro, oratore e musicista. Cosa ci dici sul Jazz?

Beh, il jazz è una fusione. Io credo che, al di là di tante parole, si tratti di suonare cose conosciute, in maniera tale da far apprezzare quella che è l’elaborazione jazzistica. Ma diciamo che è un discorso di stile, da affrontare in modo che la gente possa quantomeno digerirlo e capirlo.

Perché la difficoltà maggiore del jazz è proprio quella di non essere troppo comprensibile, talvolta, se si è troppo oscuri. Certo senza nulla togliere alle sperimentazioni, che ben vengano! Come, ad esempio, quelle del Bruno Salicone Trio. Un progetto davvero interessante, per le contaminazioni e le sperimentazioni anche originali che sta portando avanti.

I grandi del jazz salernitano in concerto. Guarda l’estratto.